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La recente
decisione della FCC, l'organismo governativo che negli USA
regola il settore della Comunicazione, apre le porte a
grandi cambiamenti nel mondo dell'entertainment.
La Commissione
infatti, dopo aver riflettuto per ben due anni, ha accettato
la richiesta della MPAA che chiedeva di poter utilizzare il
blocco selettivo delle uscite analogiche nei ricevitori via
cavo e satellite installati nelle case degli americani.
Tutto è partito
dall'idea di espandere l'attuale business cinematografico
permettendo ai distributori di contenuti via cavo o
satellite di trasmettere a pagamento i film in contemporanea
o subito dopo la loro uscita in sala. Prima di dare il via a
questa nuova forma di fruizione però, l'Organizzazione
americana dei produttori cinematografici (MPAA) i cui membri
rappresentano i sette studios americani più importanti, ha
voluto tutelare i suoi diritti contro la pirateria.
Permettere di registrare e copiare i film da casa a pochi
giorni dalla loro uscita ucciderebbe le vendite di DVD, già
adesso in difficoltà. Ecco perché la MPAA ha ha chiesto alla
Commissione federale una deroga al divieto di usare questi
sistemi di blocco a distanza (SOC, selectable output control),
finora in vigore. L'idea è di bloccare le porte analogiche
non protette dei dispositivi casalinghi che permetterebbero
di registrare facilmente i contenuti trasmessi, per usare
invece i segnali digitali forniti di un dispositivo di
protezione.
Ora, dopo ventiquattro lunghi mesi di valutazione, la FCC ha
concesso la deroga sostenendo che questo nuovo servizio
arricchirà l'offerta dei consumatori e che dunque la
decisione va a beneficio dell'interesse comune. Inoltre,
sempre secondo la Commissione, questo potrà agevolare la
transizione verso i sistemi digitali funzionando da
incentivo ad aggiornare i propri sistemi home video.
E proprio questo è
uno dei punti sui quali si sono appuntate le numerose
critiche che provengono in particolare dai gruppi che si
occupano di difendere i diritti dei cittadini nell'epoca
della cultura digitale, affrontando le questioni che essa fa
emergere Infatti bloccare le uscite analogiche per
contrastare la pirateria significherà che chi possiede una
televisione costruita prima del 2004, che si collega al
ricevitore satellitare con una connessione analogica o che
non ha una connessione digitale, dovrà probabilmente
sostituire il suo apparecchio se vorrà usufruire di questo
allettante servizio.
Ma le critiche investono anche un altro punto fondamentale
della questione, cioè la violazione della privacy e il
controllo a distanza dei dispositivi privati degli utenti a
cui si è appena dato via libera, nonostante la FCC abbia
posto qualche limitazione.
Infatti è stato
stabilito che il blocco potrà essere attuato solo per la
durata di 90 giorni dalla trasmissione del film oppure fino
alla sua uscita su supporto fisso. Inoltre, la Commissione
ha chiesto alla MPAA un rapporto a cadenza biennale per
accertarsi che questa misura serva effettivamente a
contrastare la pirateria. Un'ulteriore rischio per gli
utenti è che questo blocco potrebbe impedire di effettuare
registrazioni legali su alcuni registratori o altri
dispositivi con connessioni analogiche.
Ma oltre ai
singoli utenti, sarà soprattutto un'altra categoria a subire
gli effetti di questa novità: quella degli esercenti
cinematografici. La MPAA sostiene che la sua iniziativa non
sostituirà affatto la fruizione cinematografica perché è
rivolta soprattutto a chi non ha la possibilità di andare in
sala: genitori con bambini piccoli, disabili e tutti colori
che non hanno un cinema a portata di mano.
Ma sarà davvero
così? Non sono pochi gli articoli in inglese riguardanti
questa notizia che titolano sottolineando il danno per le
sale. In effetti, se sarà possibile vedere i film da casa a
breve distanza dalla loro uscita in sala, lasceremo lo
stesso il divano per andare al cinema?
L'esperienza della
sala e la dimensione sociale della fruizione cinematografica
saranno argomenti sufficienti a convincerci? Una cosa è
certa: il prodotto cinematografico si sta muovendo sempre
più verso una dimensione individuale, solitaria e a
domicilio. Proprio il fattore pigrizia è ciò che ha permesso
ai sistemi di noleggio DVD via posta o in streaming come
Netflix di dominare il mercato statunitense occupando il
posto che negli anni '90 era delle catene come Blockbuster,
ora in crisi.
E se anche
l'ultimo ritrovato della tecnica, la tecnologia 3D che prima
potevamo sperimentare solo in sala sta per spostarsi nel
nostro salotto grazie ai
nuovi sistemi
home video
presto in commercio, chi riuscirà più a farci alzare dal
divano?
Lucia Ferroni
14 maggio 2010 |