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Si è recentemente conclusa l'ultima edizione del Sundance
Film Festival, tenutasi a Park City, nello stato dello Utah.
Nonostante se ne senta parlare poco in Italia, il Festival
cresciuto sotto l'egida di Robert Redford come spazio di
visibilità per il cinema indipendente, spesso scopre degli
ottimi titoli di giovani registi che poi arrivano anche al
grande pubblico (un esempio per tutti: Juno).
Diamo allora un'occhiata ad alcuni film presentati
quest'anno, per sapere quali saranno le pellicole da tenere
d'occhio, nella speranza che vengano acquistati e
distribuiti in Italia.
Cominciamo con i premiati ufficiali: secondo il voto della
giuria il miglior film di fiction è stato Winter's Bone,
diretto da Debra Granik, mentre nella sezione documentari
Restrepo, di Tim Hetherington e Sebastian Junger ha
sbaragliato la concorrenza.
Winter's Bone è la storia di una adolescente
di 17 anni che si ritrova ad occuparsi dei suoi fratelli
gemelli più piccoli mentre cerca di ritrovare il padre, uno
spacciatore scomparso dopo aver venduto la loro casa. Tratto
dall'omonimo romanzo di Daniel Woodrell, il film ambienta
questa ricerca sullo sfondo della foresta di Ozark, nel
Missouri.
Restrepo è invece il debutto alla regia del
duo composto da Tim Hetherington, già operatore
cinematografico e Sebastian Junger, giornalista con
esperienza di reportage da zone di guerra.
Con questo documentario i due hanno cercato di rappresentare
la guerra dal punto di vista dei soldati, trascorrendo un
intero anno di vita assieme ad un plotone nella valle di
Korengal, roccaforte dei Talebani nella zona est
dell'Afghanistan.
Il premio del pubblico è invece andato a
HappyThankYouMorePlease, una commedia
sentimentale fuori dagli schemi del classico modello
hollywoodiano che intreccia le storie di tre coppie sullo
sfondo della città di New York. Il film è stato scritto,
diretto e interpretato, nel ruolo del protagonista, da Josh
Radnor, già noto per la serie How I Met Your Mother.
Nella sezione documentari la valutazione popolare ha
premiato Waiting for Superman, diretto da
Davis Guggenheim, regista di An Inconvenient Truth.
Questa volta sotto accusa è il sistema educativo americano,
del quale viene messa a nudo la situazione drammatica; il
film è già stato acquistato dalla Paramount.
Oltre a non perdere di vista i titoli vincitori, altri
suggerimenti di film da vedere arrivano dai tanti critici e
blogger che hanno commentato il festival online. In
particolare il parere di molti di loro è stato raccolto in
un sondaggio realizzato da
IndieWire, il cui risultato vede al primo posto
tra i film in concorso GasLand, segnalato con un
premio speciale anche dalla giuria, seguito da 12th &
Delaware e Blue Valentine.
Partiamo da GasLand: firmato dal regista Josh
Fox, questo documentario si occupa di ecologia, in
particolare dello scontro tra gli interessi delle
multinazionali e quelli della popolazione americana, sul
fronte dell'estrazione del gas naturale. Tutto è cominciato
da un'esperienza diretta del regista: una compagnia di
estrazione gli aveva offerto una grossa somma per una
proprietà di famiglia in Pennsylvania ma prima di vendere
Josh Fox voleva capire quale sarebbe stato l'impatto di
questo genere di attività sull'ambiente e così è nato il suo
documentario.
12th & Delaware, di Rachel Grady e Heidi Ewing,
si occupa invece del controverso tema dell'aborto,
esplorando, in senso letterale, entrambi i lati della
questione. Le registe hanno infatti filmato per la prima
volta dall'interno uno dei 4000 centri degli USA che si
occupano di convincere le donne a non interrompere le loro
gravidanze. Questi centri si presentano in tutto e per tutto
come delle cliniche e spesso vengono scambiati proprio per
quelle cliniche per aborti vicino alle quali sorgono,
approfittando dello stato emotivo delle donne che stanno per
fare questa difficile scelta. Per rendere giustizia alla
complessità del problema le registe hanno deciso di
includere nel loro documentario anche l'altro punto di
vista, cioè quello della clinica per aborti che si trova
dall'altro lato della strada rispetto a questo centro.
Girato per la HBO Documentaries, il film ha fatto capire
alle due registe che negli USA, dove ormai più della metà
della popolazione si dichiara in favore della difesa della
vita, l'aborto, pur se legale, è diventato una sorta di tabù
per le donne.
Blue Valentine di Derek Cianfrance è invece
una storia d'amore tutta giocata sull'intensità dei
personaggi protagonisti, interpretati da Ryan Gosling e
Michelle Williams. Il film si sviluppa tra il presente della
loro vita matrimoniale, con una figlia e il passato del loro
primo incontro, per capire in che punto l'amore nato tra di
loro si sia deteriorato.
Ma oltre a questi anche altri film si sono guadagnati
recensioni molto positive.
Vediamone alcuni, cominciando da Four Lions,
un film probabilmente destinato a suscitare molte polemiche.
La storia mette in scena infatti il tentativo di preparare
un attentato da parte di quattro estremisti islamici, sul
suolo di Inghilterra. Debutto cinematografico di Chris
Morris, personaggio particolarmente noto nel Regno Unito per
i suoi show televisivi più che controversi, il film è stato
descritto usando il termine “umorismo nero” dai commentatori
e “tragicomico” dal suo stesso autore. In effetti si tratta
di una commedia che racconta il tentativo di realizzare
un'azione estremamente seria portato avanti però con poca
perizia e maldestramente, generando così abbondanti risate.
Il messaggio dell'autore, che ha studiato a fondo la
comunità musulmana inglese prima di realizzare il film, è
molto semplice: i terroristi sono persone e in quanto tali a
volte possono anche risultare divertenti.
Già passato in Italia come film di apertura dell'edizione
2009 del Torino Film Festival, Nowhere Boy
racconta invece gli anni giovanili di John Lennon nella
Liverpool degli anni '50. Tratto dal libro Imagine:
Growing Up with My Brother John Lennon, il film è
l'opera prima dell'artista Sam Taylor-Wood e vede a fianco
del protagonista Aaron Johnson le attrici Kristin Scott
Thomas nel ruolo della zia e Anne-Marie Duff in quello della
madre di Lennon.
Molto interessante è anche The kids are alright,
una storia ambientata nella Los Angeles contemporanea che
mescola umorismo e realtà. Julianne Moore e Annette Bening
sono una coppia lesbica con due figli adolescenti,
interpretati da Mia Wasikowska (già vista in In Treatment
e prossimamente nell'Alice di Burton) e Josh Hutcherson. La
voglia del fratello minore di conoscere l'identità del
padre, porta la famiglia a venire in contatto con il
donatore di sperma dal quale sono nati i due figli. Paul,
interpretato da Mark Ruffalo, entrerà così in scena
trovandosi man mano sempre più coinvolto nella vita di
questa famiglia, afflitta dai classici problemi nel rapporto
genitori-figli.
Arriviamo poi a Catfish, un film a budget
ridottissimo diretto da Henry Joost e Ariel Schulman. La
storia è quella di un fotografo 24enne di New York che si
metterà in viaggio per il Michigan per risolvere un mistero
nato da una relazione sul social network MySpace.
Cyrus, scritto e diretto dai fratelli Duplass,
è invece la storia di due single che iniziano una relazione:
lui è solo già da un po' dopo aver divorziato dalla sua
prima moglie e non riesce a credere di aver trovato una
compagna tanto perfetta. I problemi inizieranno a causa
della gelosia del ventunenne figlio di lei che tenterà di
sabotare il loro rapporto.
La filosofia che ha guidato questa edizione del Sundance è
stata quella di un ritorno alle origini, all'idea di uno
spazio che, tenendosi alla larga dalle star e dalle grandi
produzioni, potesse promuovere film realizzati a basso
budget da registi emergenti, alla ricerca di una
distribuzione.
Il Festival si è però anche aggiornato, dando il via ad
alcune nuove iniziative volte ad ampliare la visibilità dei
titoli presentati a Park City.
Infatti, oltre al Sundance Channel, sito web dal quale è
possibile seguire la manifestazione attraverso interviste e
servizi vari, è nata anche Sundance Selects. Inaugurata lo
scorso agosto, questa è un'etichetta cinematografica che si
occuperà di distribuire titoli indipendenti attraverso i
canali del video on-demand e sarà disponibile sui maggiori
sistemi di tv via cavo statunitensi.
L'altra iniziativa di rilievo è stato il lancio del servizio
di noleggio online di YouTube, di cui già si vociferava
l'anno scorso, proprio in occasione del Sundance. Per
cominciare, sono stati resi disponibili 5 titoli scelti
dall'edizione di quest'anno e da quella passata, ognuno al
prezzo di 3.99 dollari: The Cove, Bass Ackwards,
One Too Many Mornings, Homewrecker e
Children of Invention.
Lucia Ferroni
10 febbraio 2010