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Redazione

 

L'allegra compagnia
di Mauro Tonolli

L'americano Uri Caine Bedrock trio in concerto a Rovereto: un perfetto incontro tra jazz e altri generi musicali, attraversando continenti e decenni di storia della musica.

Auditorium Melotti, Rovereto (TN), 3 novembre '07

 

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Avete mai fatto caso a quante ragazze carine ci sono ai concerti jazz? Io frequento solitamente le stagioni “classiche” ed è forse per questo che mi è saltato subito all’occhio.

Niente contro le eleganti signore ottantenni che vanno a sentire Mozart o Chopin ma che considerano esageratamente moderno il Beethoven degli anni ’20. Non voglio insinuare che le ragazze carine siano più colte e preparate delle eleganti signore, probabilmente non è così! Voglio dire che ad un concerto jazz si respira un’aria differente, leggera, ci sono molti giovani e si ascolta tutto senza pregiudizi; non si assiste ad una “sacra celebrazione artistica” ma solo ad un concerto.

Questa riflessione non vuole essere facile critica all’impermeabilità delle vecchie istituzioni “classiche”, vorrebbe solo dare uno spunto per riflettere.

Come è possibile che la musica contemporanea che deriva dalla tradizione classica (Sciarrino, Kurtag, Stroppa, ecc…), che gode di ottima salute abbia grossissimi problemi a crearsi uno spazio dignitoso nelle stagioni dei concerti?

 

Ritornando al nostro concerto…Uri Caine: pianoforte, piano elettrico; Tim Lefebvre: basso elettrico; Zach Danzighe: batteria; in più l’elettronica, qualche portatile e lettore Mp3 per allargare il trio. Sembra proprio che il trio non sia un trio, anche quando i musicisti non usano l’elettronica la tavolozza sonora muta in continuazione, il piano diventa una marimba o uno xilofono, il basso si fa percussione, rumore chitarra e perfino tromba (o trombetta).

La materia sonora prende forma, si plasma e diventa autonoma e autosufficiente, si stratifica e si ripete spesso circolarmente; varia leggermente, fluisce.

Il concerto è formato da un unico impasto, diviso in parti sì, ma che non sono vari brani; mancano idee melodiche caratterizzanti, l’improvvisazione non è variazione ma creazione, creazione sana, divertente.

La varietà è stata comunque un fattore indispensabile, da cosa nasceva? Dagli elementi ritmici per primo, il batterista li creava e mescolava; da qui nasceva tutto, si creava l’ossatura completa.

Secondo: l’elettronica. L’uso di elementi registrati serviva anche in questo caso più come materiale ritmico che melodico-armonico; in più questo materiale digitale illuminava fiocamente vari generi, influenzando l’improvvisazione e lo stile dei tre esecutori.

Si è passati così , quasi ad occhi chiusi, attraverso i decenni e i continenti; dal blues al free jazz, dalla musica latina a ritmi dance e hip hop, dal drum & bass al groove.

Grande musica. Grande concerto!

Mauro Tonolli ma_tonolli@yahoo.it

4 novembre 2007

La fotografia di Uri Caine al piano è tratta da internet (www.rtsi.ch/prog/Rete2/welcome.cfm?mpg=4240), se qualcuno riconoscesse lesi i primi diritti d'autore, ci contatti e provvederemo a rimuoverla tempestivamente info@sindromedistendhal.com

 

 

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
Editore Tommaso Martini Direttore responsabile Edoardo Semmola