Insurrezione Armata

 


Aldo Grandi raccoglie le testimonianze corali dei protagonisti della lotta armata in un nuovo libro della collana Futuro Passato della BUR

Insurrezione Armata

di Aldo Grandi

 

Casa Editrice BUR, anno 2005

p. 437 -  9.50€

 

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Dalle ceneri del movimento studentesco, alla formazione dei partiti extraparlamentari, fino alla lotta armata. L’Italia degli anni ’70, raccontata in un saggio corale.

 Tra i tanti libri pubblicati negli ultimi anni, che raccontano l’Italia degli Anni di Piombo, Insurrezione Armata è l’unico che traccia le linee di quello che è stato considerato uno dei gruppi più importanti e agguerriti usciti dal ’68, Potere Operaio. E lo fa, lasciando parlare i protagonisti di quel gruppo. Ne viene fuori, oltre che un saggio corale, una testimonianza inedita di quella stagione, sia per chi all’epoca non c’era, sia per chi, pur essendoci, non ne era coinvolto.

 I protagonisti raccontano la loro storia in prima persona, spiegando come sono entrati nel movimento, le loro origini familiari, le loro motivazioni ideologiche e sociali, cosa ne è stato di loro dopo Potop (Potere Operaio). Se avevano delle speranze, illusioni, passioni; se li spingeva la curiosità o semplicemente il corso delle cose. Molti di loro sono restati per poco tempo, altri per molto, alcuni sono rimasti sconosciuti alle cronache dei tempi, altri invece si sono resi protagonisti. Accanto a studenti si trovano operai, professionisti e insegnanti.

Attraverso queste testimonianze, raccolte da Aldo Grandi tra il 2001 e il 2005, si capisce come Potop era organizzato, un sistema di cellule separate e non comunicanti come veri gruppi militari, così che non potevano esserci pericoli di fuga di notizie. E poi come avveniva la “raccolta” delle nuove leve, spesso effettuata fuori dalle scuole. La fase di addestramento al volantinaggio, un passaggio molto importante per la formazione dei militanti, buon metodo per capire la fedeltà delle nuove leve. Tanto dura, da restare un ricordo tra i più vivi per i protagonisti (alzata all’alba e distribuzione in qualsiasi condizione di tempo). O ci credevi o mollavi.

 E quelli che ci hanno creduto sono rimasti fino allo scioglimento, avvenuto nel ’73 per entrare poi nella lotta armata. Morucci, Faranda e altri ancora.

 Il caso dei fratelli Mattei viene ricordato da molti come fatto che prelude alla fine. E poi il maschilismo (non evidente agli occhi dei militanti maschi dell’epoca, ma molto sentito dalle poche donne del gruppo). I nomi rimasti famosi come quelli di Negri e Scalzone. La figura carismatica di Piperno. La morte di Giangiacomo Feltrinelli. La bella testimonianza di Lanfranco Pace.

 C’è tutto, un vero spaccato dell’Italia di quegli anni.

 

Margherita Antinori deserticoblu@yahoo.it

L'immagine di Dario Fo è distribuita sotto Creative Commos Licence, autore Michael Edwards.

La foto di scena dello spettacolo A.V. Una B.rava R.agazza è di Dario Pignatelli, dal sito dell'Associazione culturale Narramondo www.narramondo.it

 

Periodico registrato il 30 gennaio 2007 presso il Tribunale di Rovereto con n.268
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